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Recensione:
Raccontato in prima persona, "Vado
da Lucia" è un memoire in cui la
narrazione alterna presente e passato: i flashback e le dissolvenze
costruiscono, ricetta dopo ricetta, ingrediente dopo ingrediente,
non solo i ricordi di una famiglia ma anche la storia di uomini
e donne che, nonostante le diverse generazioni, spesso condividono
e ripetono le stesse esperienze di vita.
Una narrazione che si caratterizza per il tono spontaneo e
immediato, da cui traspare la passione dell'autrice per la
cucina insieme all'amore per la sua terra.
Dunque un libro che parla di cibo "ben cucinato"
come momento di piacere per i sensi; ma anche di cibo "buono"
inteso come nutrimento per gli affetti: la storia, infatti,
si conclude con una festa di Capodanno con familiari e amici,
attorno a una grande tavola addobbata di fiori, fiaccole e
delizie per tutti i gusti.
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